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Diciamo la verità, andare in vacanza quest’anno e tenere entrambi gli occhi chiusi è praticamente impossibile. Il nostro paese è in caduta libera e le conseguenze del suo sfacelo è tutto a rischio e pericolo di noi cittadini; non certo di politici e banchieri che hanno causato ciò.

Ebbene, dalle ultime pubblicazioni di Banca Italia, il debito pubblico continua ad aumentare (soprattutto a causa degli interessi maturati su di esso), giungendo a quota 2.168,4 miliardi di euro nel mese di giugno (+ 4,57% dall’inizio dell’anno). Ma ciò non è una novità, è semplicemente una conferma di quanto noi blogger di economia continuiamo a riferire a voi lettori da mesi e mesi; checché ne abbia voluto dire il capo del governo italiano con le sue balle, circa la ripresa economica italiana che solo lui prevedrebbe a settembre (addirittura, una “ripresa col botto”. Ma va, va!).

La novità vera riguarda qualcos’altro. Ovvero, il forte accumulo di denaro liquido che il dipartimento del Tesoro italiano sta facendo negli ultimi mesi. Infatti il Tesoro vanta nel mese di giugno qualcosa come 105,3 miliardi di euro in riserve liquide. Se si pensa che a giugno 2013 ne aveva appena 76,3 miliardi e che dall’inizio dell’anno le riserve liquide sono aumentate del 35,7% (13,4 miliardi), ci si rende conto che esiste un’anomalia.

Le domande che sorgono spontanee sono: che senso ha emettere titoli di stato ed indebitarsi, semplicemente per accumulare denaro? Che senso ha crearsi riserve di una valuta come l’euro, soprattutto ora che esso vale sempre meno rispetto al dollaro? Che senso ha accumulare una valuta che rischia di svalutarsi repentinamente anziché accumulare beni reali di valore, così come stanno facendo Russia, Cina e India con l'oro, se ci si vuole creare un'alternativa valida al sistema monetario unico europeo?

Le entrate tributarie italiane sono in netto calo rispetto a maggio scorso del 7,7%. Solitamente lo stato si indebita perché non riesce a coprire le spese pubbliche le quali sono in eccesso rispetto alle entrate tributarie. Quindi l’Italia si dovrebbe indebitare proprio per far fronte a questa dissintonia che c’è fra aumento delle spese pubbliche e diminuzione delle entrate pubbliche. Invece l’Italia, negli ultimi mesi, si indebita permettendosi il lusso di crearsi una montagna di euro liquidi non ancora utilizzati. Perché?

Forse perché si prevede un allargamento del buco del bilancio pubblico nel prossimo futuro, così da farvi fronte con gli euro accantonati fino ad allora? Oppure perché, in autunno si prevede un nuovo rialzo dei rendimenti dei titoli di stato, per cui il governo vi farebbe fronte riacquistando il proprio debito attraverso la montagna di denaro accumulato e tenendo così a bada lo spread con i bund tedeschi che in autunno potrebbe riprendere a salire?

Qualunque sia la risposta, cari lettori, tutti quei soldi accumulati facendo debiti a vostro ed esclusivo nome (ricordatevelo), non finiranno nelle vostre tasche. Se lo stato italiano sta accumulando euro lo sta facendo strategicamente in quanto, molto probabilmente, prevede tempi molto bui per l'economia del paese, dalla quale potrà spremere sempre meno per le sue attività clientelari e, per questo, oggi si indebiterebbe di più perché è maggiormente conveniente rispetto a quanto lo sarà nei mesi a venire, quando indebitarsi diverrà più oneroso. Questo lo sa soprattutto l'Europa e lo sanno gli investitori. Gli unici che non l'hanno ancora capito sono i contribuenti e i risparmiatori italiani, che restano inermi e con le mani in mano nonostante le evidenze di un governo che continua ad indebitarli e a non permettere loro un avvenire.

La cosa non sfugge agli occhi di chi controlla i conti pubblici dell’Italia (noi blogger di economia compresi) e ciò induce a diffidare ancora di più dell’Italia, delle sue false prospettive di crescita e di chi la governa o la vorrebbe governare.

Io riprendo la mia vacanza, non tenendo entrambi gli occhi chiusi, ma almeno uno lo terrò aperto, perché i giochi politici che si faranno nei mesi a venire, a discapito dei nostri risparmi e del nostro lavoro, si stanno impostando proprio in questi caldi giorni di agosto.


Postato il 14/08/2014 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia





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Ahimè sono già costretto ad interrompere il periodo di vacanze del blog, annunciato nel mio ultimo micropost, per informarvi circa la conferenza della BCE di ieri.

Il governatore della banca centrale europea Draghi, inizialmente non ha detto nulla di nuovo rispetto alle precedenti uscite pubbliche: la BCE ha in cantiere misure anticonvenzionali pronte a poter partire e che sostanzialmente mirano allo stimolo del credito e alla svalutazione dell'euro, i cui effetti non si manifesteranno prima di un lunghissimo anno. Le operazioni più importanti sono:

- operazione TLTRO: in Italia non si investe; a cosa potrà mai servire all’economia reale? Mistero!

- operazione ABS: in realtà, lo sguardo è ad un vero e proprio Quantitive Easing in versione europea per svalutare l’euro (prima o poi, saranno costretti a farlo, checché ne potrà dire la Germania)

Il dollaro è sempre più forte e per i mesi a venire lo sarà ancora di più. Ciò si riflette negativamente sulle nostre importazioni, soprattutto per quanto concerne l’acquisto di energia dall’estero. Inoltre, la congiuntura economica europea non accenna segnali significativi di ripresa, soprattutto perché tirata in basso dalle negative performance dei paesi poco virtuosi, fra i quali si è aggiunta la Francia, ma soprattutto in cui vi è  proprio l'Italia chiacchierona, che annuncia riforme ma che non è in grado di farle.

E il bello arriva adesso. Il governatore della BCE, una delle cariche più influenti nell’economia d’Europa e del mondo,  il quale, vi ricordo, non è votato da nessuno degli europei (ma forse gli italiani sono abituati più di tutti ad essere governati da non eletti), si è permesso di dire che sarebbe giunto il momento di cedere la sovranità nazionale dei paesi membri incapaci di attuare le riforme economiche necessarie, ad un organo centrale che ne guidi gli sviluppi. Capito? Uno che non è autorizzato dal popolo a governare il popolo e a parlare per il popolo, dice al popolo che esso dovrebbe rinunciare alla propria indipendenza politica perché se le riforme non sapete farle voi, allora le dovrà fare qualcun altro. E poi ci si vanta di vivere nell’eden della democrazia!

A dire il vero, l’Italia si merita proprio questo: essere conquistata dagli stranieri, perché è incapace di coltivare le proprie risorse e di preservare i propri talenti! A dimostrazione di ciò, vi riporto cosa ha risposto colui che è tirato in causa, tale Renzi, capo del governo italiano in carica (anch’esso non eletto):

“Sono assolutamente d’accordo con Draghi, se è un affondo, affondo anche io”

Lui sarebbe d’accordo affinché l’Italia sia comandata dall’esterno? Da far cascare le braccia!

E’ chiaro che sul tavolo ci sia l’ipotesi di commissariamento dell’Italia. In autunno l’Italia avrà bisogno di aiuti, la BCE dovrà intervenire e i tedeschi si opporranno chiedendo il commissariamento del paese.

Qualunque cosa ci dicano i nostri governanti (non eletti), l’economia italiana non ripartirà. Il governatore della BCE suggerisce ricette economiche circa il mercato del lavoro, quello dei prodotti, circa la concorrenza e il sistema giudiziario. Tutta roba di second'ordine cari lettori. L’unico modo per ripartire sarebbe stato quello di ridurre la pressione fiscale sotto il 20% (con l’automatico taglio drastico delle spesa pubblica e liberalizzazione dei mercati). Di questo passo invece, l’unica cosa che ripartirà in Italia è una colonia di famiglie e di imprese in fuga all’estero.

Di nuovo, buone vacanze.


Postato il 08/08/2014 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia





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E' giunto il momento di un po' di relax e di godermi le ferie che sono ormai prossime. Come ogni anno, per tutto agosto le pubblicazioni sul blog saranno sospese. Esse riprenderanno a settembre. Devo scusarmi con i lettori se ultimamente la frequenza dei miei post sia decisamente calata, ma il mio lavoro assorbe più energie di quanto non lo faccia in altri periodi dell'anno. La situazione italiana non è migliorata: essa è sempre di più terra di confische fiscali e di legacci burocratici che rendono sconveniente ogni iniziativa economica e demoralizzante la ricerca di un nuovo lavoro. Quella globale è una situazione altrettanto preoccupante. Focolai di guerra si sono accesi in molte zone della terra: Siria, Ucraina e Libia. In Spagna, Scozia e Italia emergono sentimenti indipendentisti dai rispettivi stati centrali. L'Argentina invece ha scelto la strada per un nuovo default (eppure c'è chi diceva che essi, con la loro moneta sovrana avrebbero risolto i problemi; idioti!), il PIL degli USA è prossimo allo zero con un accresciuto debito pubblico (nonostante il mare di carta moneta stampata fino a qualche mese fa; babbei!). Il Giappone sta per osservare lo sgretolamento del suo esperimento di far ripartire l'economia a forza di stampa illimitata di denaro (nonostante ciò infatti, le esportazioni non salgono, il debito pubblico è alle stelle, mentre la popolazione ha smesso di risparmiare e invecchia sempre di più). I maggiori creditori esteri di questi sciagurati paesi (Italia inclusa) sono Russia e Cina, ovvero coloro che si possono permettere il lusso (proprio perché creditori) di mettersi di traverso rispetto alle scelte di politica internazionale di USA e di UE. Guarda caso, questi ultimi sono quelli che dipingono ipocritamente Russia e Cina come i lupi cattivi del mondo (cosa volete aspettarvi da una classe dirigente occidentale, che non sa fare altro che svalutare il proprio denaro, indebitare la propria popolazione e distruggere i risparmi di essa?). Dopo la crisi del 2008 il mondo occidentale non ha risolto i problemi economici che l'hanno generata, così come in questo blog vi ho più volte spiegato. Governi e banchieri hanno rimandato la risoluzione fino ad oggi, per cui il conto da pagare è ancora più salato di allora. E quando la mole di debiti pubblici e privati giunge al livello di insanabilità, così come lo è quello attuale, allora non c'è niente da fare, cari lettori, la questione si risolve o con un'innovazione tecnologica senza precedenti oppure con una nuova guerra. Immaginate voi quale delle due opzioni è più probabile. Lo so, è avvilente. Non vi nascondo che questa mia consapevolezza avvilisce le motivazioni che mi dovrebbero spingere a continuare a scrivere questo blog, nonostante io non voglia mollare a raccontare e testimoniare questo triste momento storico del mondo civilizzato in cui viviamo. Agosto potrebbe rivelarci qualche sorpresina; in caso di sorprese particolarmente importanti, non esiterò ad informarvi. Buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre.


Postato il 30/07/2014 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni





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Buone notizie. Ricordate la ritenuta del 20% che le banche italiane avrebbero dovuto applicare sui bonifici dall’estero derivanti da redditi di natura finanziaria (leggi qui)? Il decreto legge n. 66/2014 elimina definitivamente questa gabella introdotta sprovvedutamente nel 2013. Riporto testualmente il comma 2 dell’art. 4 E' abrogato il comma 2 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227.” Considerato che l’Italia annega sempre di  più in quantità record di debito pubblico, è schiacciata sempre di più da un’incivile pressione fiscale, i cui cittadini lavoratori sono sempre meno e che essa sostiene un sistema bancario e politico sempre più profondamente corrotto, non è molto come provvedimento, bisogna ammetterlo! Però, ogni tanto, una buona notizia è sempre bene darla. E non dite che in questo blog si leggono sempre e solo cose negative.


Postato il 16/07/2014 da Pasquale Marinelli nella categoria Comunicazioni





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Ecco un’altra lezione di civiltà e di profonda consapevolezza economica da parte della vicina Svizzera. E’ ufficiale che a novembre di quest’anno i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare per un referendum riguardante un’iniziativa popolare la quale, se i voti favorevoli dovessero prevalere, obbligherà la banca centrale svizzera a:

- far rimpatriare tutto l’oro di sua proprietà;

- a detenere in oro almeno il 20% del valore delle sue attività in bilancio;

- a vietare la vendita delle riserve auree della banca centrale svizzera.

Insomma, dopo la notizia secondo la quale gli svizzeri sarebbero pronti a votare per un più onesto sistema bancario a riserva frazionaria pari al 100% (leggi qui), adesso i cittadini elvetici, votando a favore dell’iniziativa “Salvate l’oro della Svizzera” sanciranno una modifica della propria carta costituzionale, così come riportato in questo documento.

Vincolando la banca centrale elvetica obbligandola a detenere oro secondo le condizioni su riportate, essa sarà costretta per legge a svolgere la propria attività con la copertura minima prevista in termini di un bene reale come l’oro (la moneta merce per eccellenza, da sempre e da tutti accettata come mezzo di scambio, la cui funzione nel mercato è attualmente neutralizzata da leggi criminali che impongono solo l’uso di banconote di carta emessa - o semplicemente riconosciuta - dai governi senza copertura reale).

La banca centrale sarà obbligata ad avere una quantità minima di un bene come l'oro il quale, storicamente, ha sempre avuto un valore indiscutibile, contrariamente a quanto si possa dire invece circa l’elevatissima concentrazione di cartastraccia di cui oggi è costituito il bilancio di una banca centrale come quella svizzera.

Quindi, la banca centrale elvetica potrebbe non più emettere denaro in maniera illimitata, così da causere con maggiore difficoltà i disastrosi cicli economici, oggi sempre più frequenti e destabilizzanti. L’oro, in natura, è presente in maniera limitata e, grazie all’obbligo di detenerne almeno il 20% dei suoi attivi, esso potrebbe diventare un naturale deterrente alla svalutazione del denaro, alla svalutazione dei risparmi dei cittadini operosi e all’aumento del costo della vita. Ciò sfavorirà le attività politiche e bancarie che mirano a falsare i conti pubblici e ad arricchire solo gli amici di partito, le quali vengono notoriamente spacciate come se fossero azioni per il bene dell’intera economia del paese e che in realtà non lo sono affatto.

Certo è che imporre un riacquisto massiccio di oro, quando il suo prezzo sarebbe considerato non conveniente, potrebbe far rivelare l’operazione estremamente onerosa. Ma, probabilmente, sarebbe più oneroso subire le conseguenze del non farlo, ora che siamo ben lontani dai prezzi massimi storici. E’ vero anche che, a fronte di una svalutazione competitiva fra le banche centrali degli altri paesi, le condizioni volute da questa iniziativa popolare non permetterebbero alla banca centrale elvetica di concorrere altrettanto, al fine di neutralizzare i cambi sfavorevoli per la valuta svizzera. Ma ciò è solo una presa di posizione di parte delle industrie esportatrici, le quali sono desiderose di essere sostenute dallo stato anziché dalle proprie capacità di capitalizzazione. Se da un lato le aziende esportatrici subiscono il cambio divenuto sfavorevole per via della svalutazione delle valute concorrenti, ciò lo sarà solo nel breve periodo. Dall’altro lato, nel lungo periodo, se le aziende esportatrici godono di una buona capitalizzazione, gioveranno della conseguente diminuzione dei costi interni di produzione, che permetterà di fissare prezzi di vendita all’estero più convenienti rispetto alla concorrenza internazionale e più sostenibili rispetto ad essa, la quale, invece, subirà gli effetti nefasti di lungo periodo della guerra valutaria precedentemente condotta.

Tramite il voto, i cittadini della Svizzera possono direttamente occuparsi di decisioni così importanti per l’organizzazione della propria società. In Italia, vuoi per ignoranza diffusa, vuoi per una disonestà altrettanto diffusa, tramite il voto puoi solo legittimare qualcuno a farti derubare.


Postato il 10/07/2014 da Pasquale Marinelli nella categoria Economia





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pasquale [28/08/2014] scrive: sa quanti e quali sono i suoi problemi? Sono due:
1. il primo riguarda il suo modo di esprimere i pensieri: si fa troppi film nella testa; io non vendo un bel nulla, con questo blog ci rimetto solo dei soldi. Il servizio che offro è gratuito ed è solo frutto della mia passione per l'economia, tant'è vero che ne può usufruire anche uno come lei. Io lavoro tutto l'anno, con le tasse che pago finanzio la scuola di schifo in cui manda i suoi (probabili) figli, la sanità pietosa dove lei si va a curare, lo stipendio dei dipendenti pubblici che la prendono per i fondelli e tanto altro. Mi posso permettere le vacanze: è una scelta che spetta (e spetterebbe) a chiunque lavori e desideri staccare per un po' e dedicarsi alla lettura, ai propri hobby, alla propria famiglia, a qualunque cosa rilassi l'individuo, a prescindere da come vada il mondo. Il mio non è disfattismo ma è studio e divulgazione della realtà dei fatti economici.
2. il suo secondo problema è il suo linguaggio volgare, che come previsto nel regolamento che trova nella sezione "Help" di questo LIBERO blog è bandito (eh sì, libertà non significa libertà dalle regole!!!).

Si esprima nuovamente con termini volgari e dovrò bannare i suoi prossimi commenti. Questo anche perché me ne frego della democrazia e non intendo essere democratico, tanto meno con uno che si esprime e la pensa come lei. Vai al post

Giovinezza [28/08/2014] scrive: "zitto zitto" è un modo di dire della mia zona e non significa che lei non ha scritto o chissà che cosa,ma stà a significare che di fronte al suo disfattismo,alle vacanze non rinuncia e comunque non me ne frega un cazzo,lei è un blogger che segue la moda del momento.Sono in rete da molti anni e da molti anni vediamo i problemi,ma prima di una certa data i post apocalittici non tiravano per la maggiore,quindi la verità non è adesso,ma una costante rilettura del passato.Ora i disfattisti vendono di più,così anche chi non ha voglia di fare un cazzo si può lamentare. Vai al post

pasquale [17/08/2014] scrive: caro Antonio. La fonte è Bankitalia e nel post (al secondo paragrafo) trova il link al documento in PDF, relativo ai supplementi del bollettino statistico. Le indico anche la pagina dove si trova la tabella consultata: pag. 18... Vai al post

antonio [17/08/2014] scrive: Rimango molto perplesso nel leggere la notizia di questa presunta liquidità di circa 105 miliardi di euro che il tesoro avrebbe accumulato,in periodo di crisi così avanzata!Se vera la notizia che lei trasmette determina un fatto di enorme gravità,che tutti i cittadini dovrebbero conoscere!Potrebbe dirmi dove ha preso la notizia e darmi dei riscontri!Grazie. Vai al post

robylucchi [14/08/2014] scrive: cosa ne pensa di indebitarsi come privato in titoli bei magari in valuta Vai al post

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